sabato 27 marzo 2010

Dove sono andate le muse?

La musica nella storia si è espressa, attraverso i suoi compositori, in maniera sempre diversa, e sempre innovativa, anche sotto l’influenza della corrente momentanea che il tempo stesso subiva, dando sempre però ottimi risultati perché essa non era semplicemente l’insieme di note musicali accorpate a delle parole che potevano in maniera istantanea colpire sia dal punto di vista musicale che poetico, ma anche perché essa era il frutto di qualcosa che arrivava al cuore della gente, attraverso le orecchie.

Quando si parla di musica, almeno per quanto riguarda il mio modesto parere, credo che bisogna mettere in risalto due cose principali, il melos ed il logos, importanti e fondamentali mezzi poetici, con i quali, e solo attraverso di essi, ponendoli al servizio e alla docilità delle nostre comprensioni e delle nostre orecchie, si arriva ad avere una ottima musica, con belle parole, che messe assieme rendono concreta un’immagine che, senza dubbio, semplicemente ascoltando con attenzione, l’autore assieme al compositore, se le due figure non coincidono, si erano messi in testa di fare visualizzare nell’astratto, o per meglio dire, se mi è consentito, nel monitor del cuore al quale è possibile accedere solo attraverso le emozioni e i sentimenti.

E’ pur vero, però, che anche se mi è gradito l’argomento, non sono chiamato a scrivere su come la penso della storia della musica e della composizione con i vari modus operandi con la quale essa è composta, ma credo che per accingermi a far recepire come veda io oggi la musica questa breve introduzione sia abbastanza significativa.

Musica … beh di musica oggi ne abbiamo di tutte le salse e per tutti i gusti, quasi pronta per ogni tipo di vicissitudine o di festeggiamento o semplicemente di emozioni che ritroviamo impastate alla nostra persona in quel preciso istante. Ciò che ho notato da qualche anno, però, è che i giovani della mia età, o semplicemente sin dai ragazzetti che girovagano tra i dieci e gli undici anni, si nutrono le orecchie di rumore (così amo definire la musica degli ultimi anni) che ripete per minuti e minuti uno stesso ritmo, una stessa melodia (per non chiamarla modo di parlare), uno stesso concetto, che si ripercuote continuamente quasi facendo intontire chi l’ascolta. Se è vero che con il termine musica si vuole indicare l'arte e la scienza del suono, allora la musica dei tempi di oggi, la musica “tum-tum” non fa parte di essa. Non vi è da escludere, quasi a pari livello, la musica leggera che, negli ultimi periodi, ha del tutto sconfitto ogni genere e ogni stile precedente, dando priorità ai sentimenti che la gente dei giorni nostri, che le coppiette e tutti quanti vivono situazioni prettamente legate ai sentimenti, a volte banali, provano. Basti pensare a quante ragazze e ragazzi oggi passano ore ed ore, per non dire l’intera giornata e nottata, ad ascoltare piccoli idoli musicali che con qualche canzone malinconica, o semplicemente amorosa, hanno conquistato le loro orecchie e a volte persino, in maniera illusoria, anche il cuore.

Ho partecipato, circa due settimane fa, ad un convegno musicale, tenuto dal professore Carmelo Mezzasalma, docente di letteratura poetica e drammatica all’Istituto Musicale “Buccherini” di Lucca, improntato sul linguaggio della lirica che sposa la vita, e come ancora oggi, dopo anni, riesca a dire cose sempre nuove e sempre antiche, cose sempre diverse dettate da ascolti diversi, e da ciò di cui siamo impastati in quel preciso istante. Mi rendevo conto, mentre il prof parlava e spiegava, quanto oggi la società stia perdendo, accantonando, la musica del “passato” o comunque quale delitto oggi la società stia commettendo, permettendo che i giovani non imparino ad apprezzare la musica parlante, la musica che trasmette valori e criteri, la musica che rimanda a fatti accaduti, ma che attraverso la scuola del passato, e l’aiuto del presente, ci permetterebbe di fare meglio nel futuro, grazie anche alla razionalità che trasmette, e non per ultimo al dono gratuito di ascoltare musica di qualità e di vero significato prettamente musicale e poetico.

E’ vero però che bisogna parlare con il linguaggio del tempo, con il linguaggio che consente la comprensione. Oggi tutti si rifugiano, il primo io, all’interno delle note accompagnate da parole, che in circostanze diverse, nelle circostanze che la vita ci immette e ci presenta, ci danno risposte belle, risposte di riflessione, risposte che a volte il proprio inconscio cerca, risposte che non ci saremmo mai aspettati di trovare, ma a volte la musica è quella che dona input gratuiti per cui bisogna ringraziare il cielo. Quante storie d’amore sono state salvate grazie ad input che la musica ha donato? Quante invece ne sono nate sotto qualche piccolo dolce passo musicale? Quante ancora sono state le lacrime o semplicemente le giornate insonni su accaduti che hanno segnato la nostra vita? Forse l’uomo privo di cultura profonda e soprattutto storica si fermerebbe a questi interrogativi, ma qualcuno si è mai posto quesiti come per esempio quanto sia stato importante un uomo come Giuseppe Verdi all’interno della musica? O forse qualcuno ha mai provato a prendere dischi o cd di musica classica, di musica parlante per comprenderne oggi, nel 2010, il messaggio che essa vuole donarci?

Potrei senza dubbio continuare con interrogativi che probabilmente farebbero riflettere, ma che quasi sicuramente non ci porterebbero a grandi sviluppi culturali. La musica è immancabilmente dettata dal cuore e dal pensiero che contribuendo con la fantasia di chi la compone, arriva alla gente, ed ecco che quindi forse solo a loro (i compositori) io giovane del tempo d’oggi mi posso appellare. Un appello che chiede ausilio, perché non pensino semplicemente allo sviluppo economico che essa può apportare (la composizione di musica), ma anche e soprattutto al valore e al conforto morale e sociale che la musica deve ritornare a donare. E’ nata per trasmettere emozioni belle, pure e sincere, emozioni che si vivono nel quotidiano, torniamo a dare parola alla musica vera, alla musica che ha sempre fatto sognare l’Italia e il mondo intero, e nel mentre mi si presenta l’occasione mi rivolgo a voi insegnanti, siate voi i primi impegnati in una battaglia che riporti nel mondo dell’istruzione la musica che allieta e che dona ampio sfogo ad emozioni e note melodiche, note che assieme a parole, segnate da uno stile corretto, possano essere di grande aiuto alla formazione e alla crescita degli allievi.

Sia la musica il mezzo per il quale migliorare opere, pensieri e parole.
Ivan Randazzo - IV A Itg

giovedì 25 marzo 2010

MUSICA E’.....La mia emozione per la vita


La musica per i ragazzi è un importante mezzo per sfogarsi, rilassarsi ma è anche un mezzo di conforto.
Tramite la musica i ragazzi si divertono e si conoscono.
Purtroppo, a volte, con la musica, ci si può isolare e i luoghi dove si ascolta musica (disco, pub ecc.) possono diventare per i giovani dei luoghi di perdizione.
Per fortuna non sempre è cosi, alcuni gruppi musicali hanno fatto da collante per una generazione, ne sono un grande esempio i Beatles e i Rolling Stones.
I giovani degli anni ‘60 della loro musica hanno fatto la loro bandiera, imitandoli in tutto, modo di suonare di vestire e anche il taglio di capelli.
La musica è vita, è ovunque, la si può sentire in macchina, in strada, nelle feste e nei riti religiosi. Della musica secondo me non si può fare a meno.
La musica ti accompagna nei diversi stati d’animo, belli o brutti che siano. Esistono delle musiche per ogni tipo di emozione, ci sono dei brani che ti accompagnano per tutta la vita.
C’è musica popolare, politica, commerciale, spaccaorecchi, acustica, alternativa e da discoteca, ma è pur sempre musica.
I ragazzi cominciano ad interessarsi della musica verso i 13/14anni, dapprima orientandosi verso la musica commerciale (pop e rap); poi crescendo cominciano ad allargare i loro orizzonti musicali, tipo rock, dance, house e progressive.
Io sono un dj e, per quanto mi riguarda, la Musica è tutto.
Ho iniziato a sentire musica sin da ragazzino, i miei gusti erano orientati verso il rock, hip hop e musica commerciale.
Nel corso degli anni, i miei gusti musicali sono cambiati; ascoltavo musica di ogni tipo, però ero propenso verso la musica ritmata, cioè House, Minimal e Elettronica.
Ora ho 19 anni e con qualche lavoretto ho comprato delle apparecchiature per fare musica a livello professionale.
La musica è una delle mie grandi passioni, spero che da hobby possa trasformarsi in un vero e proprio lavoro per il futuro.
Carlo Fiorino - V Tien Ipsia